mercoledì, ottobre 31
lunedì, ottobre 29
estranei

g. grozs
Voglio, per comporre castamente le mie egloghe, dormire accanto al cielo, come fanno gli astrologhi; e vicino ai
campanili, ascoltare sognando i loro inni solenni portati via dal vento. Le mani sotto il mento, dall'alto della mia
mansarda, vedrò l'officina che canta e che chiacchiera, i comignoli, i campanili, alberi maestri della città, e i grandi cieli
che fanno sognare l'eterno.
È dolce veder nascere tra le brume la stella nell'azzurro, la lampada alla finestra, i fiumi di carbone che salgono al
firmamento e la luna che versa il suo pallido incanto. Vedrò passare primavere, estati, autunni; e quando arriverà, con le
sue nevi monotone, l'inverno, serrerò porte e finestre, fabbricherò nella notte i miei palazzi stregati. Sognerò allora
orizzonti azzurrini, giardini, zampilli d'acqua riversanti il loro pianto negli alabastri, baci, uccelli cantanti sera e mattino,
e quanto di più infantile l'Idillio può possedere. Tempestando vanamente al mio vetro la Rivolta non riuscirà a farmi
alzare la fronte dal leggìo, perché sarò tutto immerso nel piacere d'evocare la Primavera, di far nascere un sole dal mio
cuore e di trasformare i miei pensieri ardenti in una tiepida atmosfera.
c. baudelaire
roba di
alice
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9:46:00 PM
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gomitolo pioggia
domenica, ottobre 21
paris

Era inverno a Belleville e c'erano cinque personaggi. Sei, contando la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato il Piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato." [...] "Vi racconterò la storia della fata Carabina." Ha annunciato. "E' la fata che trasforma i tizi in fiori?" ha domandato il Piccolo. "Proprio lei", ha fatto il vecchio Thian e ha aggiunto: "Occhio che è una storia dove ognuno di voi ha una parte". "Ho superato l'età delle fate,"ha detto Jeremy. "Non c'è età,"ha risposto Thian. Da lì, ha cominciato a raccontare."
d. pennac, la fata carabina, ue feltrinelli, 1999
roba di
alice
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12:31:00 AM
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gomitolo inverno
domenica, ottobre 14
pop grimm
A cosa pensa Biancaneve? Nessuno lo sa. Oggi è entrata in cucina e ha chiesto un bicchier d'acqua. Henry le ha dato il bicchier d'acqua. "Non mi chiedi perché voglio questo bicchier d'acqua?" ha domandato. "Pensavo che lo volessi bere", ha detto Henry. "No, Henry", ha detto Biancaneve. "Non ho sete. Tu non fai attenzione, Henry. Non hai l'occhio sulla palla.". "Allora perché vuoi il bicchiere d'acqua, Biancaneve?" "Che cento fiori sboccino", ha detto Biancaneve. Poi è uscita, portando con sé il bicchiere d'acqua. E' entrato Kevin. "Ho visto Biancaneve nel corridoio, mi ha sorriso", ha detto Kevin. "Piantala, Kevin, piantala. Piantala e dimmi che cosa significa: che cento fiori sboccino". "Non lo so, Henry", ha detto Kevin. "So soltanto che è cinese": A cosa pensa Biancaneve? Nessuno lo sa. Adesso poi è usa portare dei pesantissimi pantaloni blu da Volontaria del Popolo, imbottiti e senza forma, invece degli attillati calzoncini da eroina della conquista del West che portava una volta, e per i quali avevamo un'ammirazione smodata. Un inequivocabile affronto, non c'è che dire. Noi cominciamo ad avere in uggia tutta la faccenda, questa sua aria di essere sempre sul punto di fare chissà che cosa e la dozzina di bandiere rosse e trombe militari che ha inchiodato sulla tavola da pranzo. Cominciamo ad avere in uggia tutta la faccenda, la nostra equanimità vacilla e trovare quelle poesiole del presidente Mao negli omogeneizzati non è di nessun aiuto, ve lo dico io.
d. barthelme, biancaneve, minimum fax, 2007, p.e. 1965
roba di
alice
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6:03:00 PM
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gomitolo primavera
mercoledì, ottobre 10
madri bambine

Provate a domandare alla mamma se, quando era piccola, sapeva dell'esistenza di Peter Pan, e lei vi risponderà: "Ma certo che lo sapevo". Provate a chiederle poi se a quel tempo Peter andava a cavallo di una capra e la mamma vi risponderà:"Che domanda! Certo che sì!". Provate ora a chiedere alla nonna se, quando era una bambina, sapeva che ci fosse questo Peter Pan, e anche la nonna vi dirà: "Ma naturalmente, caro": Però se chiedete se a quel tempo Peter andava a cavallo di una capra vi risponderà di non averlo mai saputo. Forse se ne è dimenticata, come qualche volta dimentica il vostro nome e vi chiama col nome della mamma. Però è difficile che abbia dimenticato una cosa importante come la capra. Questo dimostra che quando vostra nonna era piccola, la capra non c'era ancora. E dimostra anche che raccontare la storia di Peter Pan cominciando dalla capra, come fanno molti, è assurdo come infilarsi la giacca prima della camicia.
j.m.barrie, peter pan, gl'istrici, salani, 1992
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alice
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5:16:00 PM
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domenica, ottobre 7
pioggia sul molo
-Sta' a sentire, amico mio, io non sono molto sicuro di capire fino in fondo quello che dici. Ma se mi chiedi che cosa ne penso, ti dirò che il tuo atteggiamento è tutto sbagliato, capisci? Smettila di guardarti indietro continuamente, altrimenti non puoi far altro che essere depresso. E, d'accordo, non riesci più a fare bene il tuo lavoro come lo facevi un tempo. Ma è la stessa cosa per tutti, capisci? Tutti quanti a un certo punto dobbiamo metterci a sedere. Guarda me. Dal giorno in cui sono andato in pensione sono felice come un'allodola. D'accordo, nessuno di noi due si trova esattamente nel rigoglio della giovinezza, però è necessario continuare a guardare avanti-. Ed io credo che debba essere stato in quel momento che disse: -. Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella della giornata. Hai concluso una giornata di lavoro e adesso puoi sederti ed essere felice. Ecco come la vedo io. Domandate a chiunque e vedrete che vi diranno tutti la stessa cosa. La sera è la parte più bella della giornata.
k.ishiguro, quel che resta del giorno, einaudi, 1994
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alice
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11:00:00 PM
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